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Quali sono e a cosa servono le varie tipologie di trasmissione

Quali sono e a cosa servono le varie tipologie di trasmissione

Pubblicato 12 feb, 2019

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Che sia manuale, automatico o robotizzato, il cambio è una delle componenti fondamentali di ogni veicolo. Il cambio manuale è storicamente quello più utilizzato e diffuso sul mercato, perché permette di variare la velocità a seconda delle esigenze di guida. Le marce basse sono quelle più adatte alle velocità ridotte, mentre quelle alte (dalla quarta in su) servono ad acquisire velocità. Il cambio manuale, in genere, prevede fino alla quinta o alla sesta marcia, quest’ultima viene spesso indicata come "marcia di riposo" perché serve a mantenere una velocità elevata e costante, richiesta per lo più durante la guida in autostrada.

Nel cambio automatico, invece, il rapporto di trasmissione viene regolato autonomamente da una centralina a seconda delle accelerazioni e dei rallentamenti della vettura. Da sempre considerato un vero e proprio “must” negli Stati Uniti, in Europa ha iniziato a diffondersi maggiormente solo negli ultimi quindici anni. Si tratta di un tipo di cambio estremamente comodo, soprattutto nel traffico cittadino, perché elimina il problema di dover tenere constatemene premuta la frizione per innestare la marcia ad ogni rallentamento. Il cambio automatico è anche più sicuro perché può essere inserito senza allontanare la mano dal volante. Esistono diverse tipologie di cambio automatico, ognuna con caratteristiche diverse. Il cambio robotizzato, ad esempio, è molto simile al cambio manuale, in quanto può essere utilizzato in modalità sequenziale attraverso comandi al volante o sulla leva del cambio. Il cambio automatico con convertitore di coppia, invece, disconnette il motore dal cambio ed effettua variazioni di marcia. Questo tipo di trasmissione può avere fino a nove marce ed è spesso installato per le sue caratteristiche di comfort e sportività, su veicoli con prestazioni elevate.

Il cambio più sofisticato è quello automatico a doppia frizione, che presenta due trasmissioni in parallelo per marce pari e dispari e offre una guida più fluida rispetto a quella del cambio robotizzato. Infine, il cambio a variazione continua, tipico dei veicoli ibridi, non ha un numero preciso di marce, perché passa dal rapporto più corto a quello più lungo attraverso diversi livelli intermedi. In questo modo, la marcia inserita è sempre corretta e il motore funziona sempre al regime ideale con notevoli vantaggi nel consumo di carburante.

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