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Come difendersi dalla truffa del contachilometri

Come difendersi dalla truffa del contachilometri

Pubblicato 16 gen, 2019

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I chilometri percorsi sono generalmente il fattore decisivo che spinge o meno all’acquisto di un’auto usata. Un tempo, esisteva una sorta di "soglia psicologica" dei 100.000 chilometri, considerati un po’ come il limite massimo di durata di un veicolo. Oggi le auto riescono a superare i 100.000 km senza grosse difficoltà, tuttavia, questo limite resta un punto di riferimento importante, che continua ad influenzare chi deve acquistare un’auto.

Purtroppo, il mercato delle auto usate è funestato da una truffa vecchia, ma sempre attuale, che continua ad essere perpetrata da commercianti disonesti e senza scrupoli. La truffa del contachilometri alterato è molto più diffusa di quanto si possa pensare: a fronte di una spesa irrisoria per manomettere il contachilometri, il truffatore può arrivare a guadagnare cifre notevoli. Ma è davvero possibile alterare il chilometraggio di un’auto? La risposta è sì e, purtroppo, per un "esperto del settore" non si tratta di un’operazione particolarmente complicata. Si tratta essenzialmente di intervenire sulla centralina (in caso di contachilometri digitale) per “ringiovanire” l’auto, nonché di manomettere il libretto e altri dati del veicolo. Come si può scoprire se un contachilometri è stato manomesso? Affidandosi a tecnici esperti, in quanto solo un’accurata analisi della centralina può rivelare se c’è stata una manomissione. Un altro piccolo accorgimento è prestare particolare attenzione ai sigilli apposti al cambio dell’olio (che potrebbero indicare un chilometraggio superiore) e controllare nei database della casa produttrice e delle officine autorizzate.

Inoltre, è importante fare attenzione ai certificati di conformità. Spesso, infatti, chi escogita queste truffe tende a far firmare certificati falsi o altri documenti, che hanno come unico scopo quello di sollevare il venditore da eventuali contestazioni. Infine, è utile sapere che, una volta scoperto l'inganno, si hanno a disposizione circa 60 giorni per avanzare una contestazione e che, per qualsiasi tipo di assistenza in merito, è possibile rivolgersi all’Autorità Garante per il Commercio e il Mercato.

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